A Santiago de Compostela ancora non lo sanno, ma è probabile che quest’anno ci sarà un boom di pellegrini italiani. La colpa, o il merito, è di un attore che in Spagna probabilmente neanche conoscono, Checco Zalone. Il giorno di Natale è arrivato nelle sale cinematografiche Buen Camino, road movie farsesco dove Zalone interpreta un ricco padre che insegue (in Ferrari) la figlia Cristal che ha abbandonato gli agi della vita famigliare e si è messa a percorrere il Cammino. In un mese è già il film che ha incassato di più nella storia del cinema italiano: oltre 69 milioni di euro. Ora in tanti si chiedono quanto sarà potente l’effetto Zalone, ovvero quanti saranno gli italiani che decideranno di mettersi in cammino, sia verso la città galiziana che percorrendo qualcuno dei tanti itinerari a piedi nati in Italia in questi anni. Perché il cinema e la televisione, come certifica l’effetto Montalbano sul ragusano o il successo – a tratti eccessivo – del lago di Braies grazie a Un passo dal cielo, costituiscono ancora un grande “influencer” delle scelte di viaggio.

Per il Cammino di Santiago l’effetto cinema non è nuovo: nel 2011 uscì The Way di Emilio Estevez, film con quel tanto di retorica che piace agli americani e ha portato migliaia di statunitensi a mettersi in cammino per la tomba dell’apostolo Giacomo. Come era successo anni prima con il libro di Paolo Coelho, Il cammino di Santiago, che a fine anni Ottanta aveva fatto conoscere al grande pubblico il Cammino spagnolo, pellegrinaggio con dieci secoli di storia che nel 1984 raccoglieva la miseria di 1.245 pellegrini.
Da allora le cose sono cambiate: secondo l’ufficio statistico dell’Oficina Peregrino nel 2025 i camminatori che hanno ricevuto la credenziale sono stati 530.922, di cui oltre 200mila spagnoli (il 43%), seguiti dagli statunitensi (43.980) e al terzo posto gli italiani, ben 26.680. Persone che hanno scelto uno dei sei possibili itinerari verso la città galiziana – dal canonico Camino Francés che parte da Roncisvalle, al Camino Portugués che risale l’Atlantico, alle varianti del Camino del Norte che segue la costa spagnola e della Via della Plata, che parte da Merida, in Andalusia – raccontati nel nostro volume illustrato I Cammini di Santiago.
Perché un fatto è certo: gli italiani sono grandi camminatori, sia che scelgano di andare a Santiago, sia che optino per uno dei tanti cammini nati nel nostro Paese. I numeri dicono che sempre più persone in Italia scelgono un viaggio lento, a piedi: quasi duecentomila nel 2024, + 24% sull’anno precedente. E sono tanti anche quelli che sono propensi a farlo, e magari dopo aver visto Buen Camino decideranno di partire. Lo spiega una ricerca del Centro Studi TCI sul Turismo escursionistico (si scarica a questo link), secondo cui nel nostro Paese il 54% delle persone ha fatto o è interessato a fare una esperienza di turismo itinerante, quello svolto prevalentemente a piedi in contesti rurali o montani. Del resto, evidenzia la stessa ricerca, se c’è una cosa che non manca nel nostro Paese sono i Cammini e infatti ne mappa ben cento, per oltre 30mila chilometri. Un mare magnum di percorsi più o meno lunghi, più o meno ben segnalati, più o meno ben attrezzati ad accogliere i turisti.

E come fare a orientarsi in questa abbondanza? In libreria ci sono le guide, sia specifiche che generali. Per esempio L’Italia in cammino, un atlante che seleziona 52 grandi itinerari per scoprire il Paese con lentezza. Itinerari per tutte le stagioni, religiosi e laici, letterari e paesaggistici, alcuni di questi sono stati analizzati dal progetto Cammini e Percorsi del TCI che si occupa di certificare i percorsi italiani, per promuovere una fruizione turistica lenta e sostenibile del territorio e avvicinare ai Cammini un target di viaggiatori non per forza esperti.
Per ora i cammini certificati sono cinque: il Cammino di Celestino in Abruzzo, per il quale esiste anche una guida della collana In Cammino, la Via Spluga, che unisce la Valchiavenna con Thusis, in Svizzera. E poi la sezione Nord della Via di Francesco, da Chiusi de la Verna ad Assisi, anche questa raccontata in un volume della stessa collana, la Via del Giovane del Cammino di San Francesco di Paola, in Calabria, e infine il Sentiero del Viandante: 85 chilometri costeggiando il lago di Como, da Lecco a Morbegno (So), raccontati tappa dopo tappa nell’ultima guida della collana In Cammino in arrivo in libreria a metà marzo.
Che il turismo a piedi sia diventato un settore importante per l’economia del nostro Paese lo certifica la Legge sui Cammini d’Italia approvata a fine gennaio alla Camera. Il primo articolo specifica che “La Repubblica promuove e valorizza i percorsi lenti (…) quali itinerari di rilievo europeo, nazionale o regionale, strategici per lo sviluppo di un turismo sostenibile”. Italia: Paese di santi, navigatori… e camminatori.
Dalla newsletter ‘A Tu per Touring’, febbraio 2026, a cura del Touring Club Italiano
Conclusioni:
Prima di tentare il ‘Cammino di Santiago’ che va fatto almeno una volta nella vita, puoi provare a fare il ‘Cammino di Guglielmo’: 320 km tra Campania, Basilicata e Puglia. Ti avvicini così al fantastico mondo dei cammini, ti prepari, ti alleni e, soprattutto, conoscerai la potente storia del pellegrino Guglielmo da Vercelli che a 14 anni si mise in Cammino; era il 1099… 927 anni fa !
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