Sabato 3 e Domenica 4 ottobre: LUNGO L’APPIA FINO A ORIA

DIARIO di un magnifico viaggio

LUNGO L’APPIA, l’ingresso a Gravina di Puglia

L’ARRIVO NELLA PIAZZA DI CAROSINO (Ta), alle spalle il Castello o Palazzo D’Ayala Valva

Nel Castello di Carosino, con l’Arch. Angelo Campo e il Sindaco Onofrio Di Cillo

EMOZIONE PURISSIMA, LUNGO L’ANTICA VIA APPIA (o diramazione) dinanzi alla Chiesa rupestre di Santa Maria delle Grazie, nei pressi di Oria, dove -con alta probabilità- il giovane Guglielmo fu ridotto in fin di vita

L’ISCRIZIONE a lato dei resti della carrareccia 

L’arrivo del gruppo a Santa Maria delle Grazie, nei pressi di Oria; si vedano le incisioni delle ruote dei carri, a terra

Interno della Chiesa rupestre di Santa Maria delle Grazie (Xi-XII sec.), colta narrazione a cura dell’Arch. Angelo Campo

L’ISCRIZIONE DAVANTI ALLA CHIESA RUPESTRE

L’ARRIVO A ORIA, lungo l’Appia, accolti dall’archeologo Barsanofio Chiedi, già narratore nel libro ‘Appia’ di Paolo Rumiz

La bella e imponente Cattedrale di Oria, luogo straordinario da non perdere

Oria dall’alto della Cattedrale, Grecia allo stato puro come scrive Rumiz

L’arrivo a Brindisi, il capitello originale che era sulla ‘colonna’ a segnare il termine della Via Appia; da qui iniziava l’imbarco verso l’Oriente e la Terra Santa

Ritroviamo il tema del Santo Sepolcro in terra italiana, come a Barletta,  il cui significato è qui ben spiegato con sintesi: <<memoria per chi proveniva dalla Terra Santa e anticipazione per chi vi era diretto>> 

La chiesa del Santo Sepolcro, a Brindisi, meta obbligata per chi si recava in Terra santa o da essa vi tornava.

Un interessante documento che induce a pensare alla possibile prosecuzione del cammino fino a Gerusalemme… c’è anche il link ad un interessante video: QUI

L’interno della chiesa del Santo Sepolcro a Brindisi, a pianta circolare, con tracce di affreschi sulle pareti perimetrali e un ipogeo con mosaici

Brindisi, all’arrivo del nostro viaggio: siamo al termine della via Appia, segnato da due colonne; qui siamo sotto la colonna superstite con il calco del capitello oggi esposto nel Palazzo Granafei-Nervegna, situato in Via Duomo 20

 

DIARIO

Ringraziamo per la generosità del tempo dedicatoci e per la profondità delle informazioni e delle narrazioni donateci l’Arch. Angelo Campo e il Sindaco di Carosino Onofrio Di Cillo. Ringraziamo altresì Bersanofio Chiedi per la visita a Oria. Un gruppo di irpini, camminatori di Guglielmo, ha finalmente conosciuto e reso omaggio al luogo dove il santo Guglielmo fu ridotto in fin di vita e dove ebbe la visione di ritornare sui suoi passi in Irpinia; dopo pochi anni vi avrebbe fondato le abbazie di Montevergine del Goleto.

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Sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026

Escursione Extra-Cammino GRUPPO SOCI 

Lungo l’Appia, sui passi del giovane Guglielmo: Gravina di Puglia, Taranto, Oria e Brindisi; alla ricerca dell’imbarco per la Terra Santa.

Abbiamo vissuto una straordinaria escursione con prevalenza narrativa volta alla conoscenza dei luoghi dal punto di vista storico e archeologico; abbiamo letto i passi del libro ‘Appia’ di Paolo Rumiz. Abbiamo -finalmente- indagato il luogo dove Guglielmo fu ridotto in fin di vita da malfattori, tra Carosino e Oria.

Sabato 3

ore 7:30 – partenza in bus dall’Abbazia del Goleto

Lungo l’Ofantina, quindi Venosa, città di Quinto Orazio Flacco; da Venosa abbiamo viaggiato paralleli alla traccia dell’antica Appia fino a Brindisi.

Arrivo e visita di Gravina in Puglia (70 km da Venosa – arrivo ore 9:45 ca.). A piedi da via Madonna della Stella al Ponte Acquedotto, fino alla Cattedrale, piazza e ritorno. Discesa e risalita al Bus > POSIZIONE

Partenza (ore 11:45) in direzione Palagianello con arrivo a Carosino  > 120 km da Gravina – arrivo ore 13:45. Colazione presso bar-rosticceria locale ‘Bakery’ > Sosta e ripartenza da piazza Vittorio Emanuele III > POSIZIONE

Incontro con Onofrio Di Cillo, Sindaco di Carosino e Angelo Campo, architetto, storico e conoscitore dei luoghi attraversati dal nostro Guglielmo; da Carosino ci siamo spostati a 7 km; in particolare, accompagnati da Angelo Campo, ci siamo soffermati sul luogo dove -molto probabilmente- Guglielmo fu ridotto in fin di vita da briganti, come riportato nel Codice della Vita del Santo (XIII sec.) > Nei pressi della Chiesa rupestre di Santa Maria delle Grazie > POSIZIONE

Non siamo riusciti (per mancanza di tempo, ma ritorneremo) a compiere una breve visita al Viadotto romano sull’Appia > POSIZIONE

Partenza (ore 16:00) per Oria (arrivo previsto 16:30). Sosta e ripartenza da Porta degli Ebrei > POSIZIONE.  Accompagnati da Barsanofio Chiedi, già narratore nel libro di Paolo Rumiz nel passaggio a Oria, abbiamo visitato nel centro storico: Cattedrale, Castello, Chiostro Parco Montalbano.

Partenza (ore 18:45) per raggiungere IBIS HOTEL a Brindisi (35 km da Oria – arrivo previsto ore 19:30) >  POSIZIONE  Cena presso la  Trattoria O’ Lucianiello (1 km a piedi in direzione del centro storico di Brindisi) > POSIZIONE

Domenica 4 – San Francesco

1^ colazione ore 8 nell’Hotel. Partenza ore 9:00.

Raggiunto a piedi il centro storico di Brindisi abbiamo svolto una visita per buona parte della mattinata; siamo partiti dalle  ‘COLONNE‘ che segnavano la fine della via Appia e l’imbarco per Gerusalemme.  POSIZIONE

Visite: Chiesa del S. Sepolcro, Chiostro di S. Bendetto, Chiesa di S.Paolo Eremiti, Museo Archeologico, Duomo di S. Giovanni Battista, Piazza Santa Teresa. 

Partenza (ore 12:00) con arrivo (ore 13.15 – sono 70 km da Brindisi) e visita libera di Taranto. Visita del Marta, Museo Archeologico e del Castello.

Partenza di RIENTRO da Taranto (ore 17:00), arrivo all’Abbazia del Goleto (300 km via Bari) alle ore 21.

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Ringraziamo l’azienda Imbriano Bus.


 

Orazio,  i luoghi natii e l’Appia

«Me ne andavo fanciullo sulle pendici del monte Vulture in Puglia, fuori dai confini della casa della mia nutrice Pullia; stanco per i giochi e vinto dal sonno, le colombe favolose mi coprirono di verdi fronde, prodigio ammirato da tutti coloro che abitano il nido dell’alta Acerenza, i boschi di Bantia e i campi fertili del basso Forenza» _ E’ il celebre passo in cui il poeta Orazio ricorda la sua fanciullezza e i luoghi legati alla sua città natale, Venosa (l’antica Venusia); si trova nel libro III delle sue Odi (Ode 4, vv. 9-16).

«Minus est gravis Appia tardis»
(«L’Appia è meno faticosa a chi la prende comoda»).

A Brindisi, ov’io sono,
Finisce il lungo mio viaggio e ’l foglio.

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Il famoso, divertente, passaggio in Irpinia:

La prossimana villa di Trevico,
Ove a noi fè lagrimar gli occhi il fumo

D’accesi rami e foglie umide e verdi.

Qui fino a mezza notte una ragazza
Che mi mancò di fè, sciocco balordo
Mi stetti ad aspettar tanto che scese
Da’ desir vani a liberarmi il sonno.

 


da ‘APPIA’ di Paolo Rumiz, 2016

Oria è Grecia allo stato puro, bianchissima di muri e nera di vecchiette ossute, quasi liofilizzate; il tutto inserito in un quadro di memorie ebraiche e architetture spagnoleggianti. L’anima ellenica esce di sera. Sui selciati del centro, la vita sociale è impensabile che inizi prima delle sette. I barbieri lavorano fino alle dieci, che è l’ora di cena più diffusa. Col fresco la piazza, tutta in di-scesa, si riempie e diventa un mare di tavolini all’aperto, con i cani senza padrone che si distendono tranquilli tra la gente.

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Non si inizia mai un viaggio per una ragione e con un’idea precisa. Si parte perché se ne ha voglia, punto. Si parte perché è primavera o perché è autunno, si parte perché è tempo di migrare e qualcosa ti si sveglia dentro come nelle anatre quando gli prudono le ali. Si parte perché la pressione arteriosa o il mal di schiena ti avvertono che hai le scatole piene della solita vita…

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Il percorso di andata ci aveva impegnati in modo così totale che a tante cose non avevamo minimamente pensato. Nel viaggio di ritorno, invece, ne capimmo molte. Per esempio, che l’Appia è l’unico cammino europeo leggibile nei due sensi di marcia. Che mentre Santiago è “one way”, solo in direzione ovest, la via romana racconta due grandiose storie parallele, una soprattutto per i laici e un’altra per i cercatori del Sacro. La strada verso Brindisi appartiene alle legioni, quella verso Roma è di Pietro e Paolo, del cristianesimo che sbarcava in Occidente. Due visioni del mondo diverse e complementari, che sull’Appia mettono quasi a confronto due stirpi antagoniste di viaggiatori.

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Alla prossima !

 

 

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